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Psicofarmacologia. Farmaci, cervello e comportamento [Meyer; Quenzer - Edi Ermes]

ISBN/EAN
9788870513387
Editore
Edi. Ermes
Formato
Cartonato
Anno
2009
Pagine
656

Disponibile

63,00 €
70,00 €

I progressi delle neuroscienze hanno aperto nuove prospettive nel campo della psicofarmacologia, in particolare per quanto riguarda la sintesi di nuove molecole con maggiore efficacia terapeutica e minori effetti collaterali. Tuttavia, al giorno d’oggi l’uso delle sostanze psicoattive - sia per le loro proprietà di alterare l’umore in ambito ricreazionale sia per i considerevoli benefici che i farmaci psicoattivi forniscono a molti pazienti affetti da patologie di tipo psichiatrico – si sta notevolmente diffondendo. Si tratta, allora, di comprendere le caratteristiche delle sostanze psicoattive, i loro effetti fisiologici e comportamentali e i meccanismi attraverso i quali essi si verificano.
Il libro si caratterizza per un approccio alla psicofarmacologia a tutto campo (dagli aspetti storici agli studi comportamentali clinici e preclinici, fino alle ultime ricerche sui recettori dei farmaci e sugli effetti dei farmaci nei topi geneticamente modificati). Il libro si articola in quattro macroaree:
- principî fondamentali di farmacologia, neurofisiologia e neuroanatomia, trasmissione sinaptica e metodi di ricerca in psicofarmacologia;
- caratteristiche salienti dei maggiori sistemi di neurotrasmettitori: catecolamine, serotonina, acetilcolina, glutammato e GABA;
- teorie e meccanismi della dipendenza dalla droga, con una trattazione esauriente di tutte le maggiori sostanze d’abuso;
- basi biochimiche di psicopatologia (disturbi dell’umore, disturbi d’ansia e schizofrenia) e dei farmaci usati per trattare queste condizioni.

Maggiori Informazioni

Autore Meyer Jerrold S.; Quenzer Linda F.
Editore Edi. Ermes
Anno 2009
Tipologia Libro
Lingua Italiano
Indice 1 Principî di farmacologia 1
2 Struttura e funzione del sistema nervoso 37
3 Neurotrasmettitori e ormoni 71
4 Metodi di ricerca nella farmacologia
neurocomportamentale 101
5 Catecolamine 135
6 Acetilcolina e serotonina 159
7 Glutammato e GABA 187
8 Abuso, dipendenza e addiction alla droga 211
9 Alcol 249
10 Oppioidi 287
11 Stimolanti psicomotori: cocaina e anfetamine 321
12 Nicotina e caff eina 353
13 Marijuana e cannabinoidi 381
14 Allucinogeni, PCP e ketamina 405
15 Inalanti, γ-idrossibutirrato e steroidi androgeni anabolizzanti 427
16 Disturbi aff ettivi 451
17 Disturbi d’ansia 481
18 Schizofrenia 515
1 Principî di farmacologia caratteristiche comuni 26
Le curve dose-risposta descrivono l’attività recettoriale 27
L’indice terapeutico calcola la sicurezza del farmaco 29
Gli antagonisti recettoriali competono con gli agonisti per i siti di legame 29
Effetti biocomportamentali dell’uso cronico di farmaci 30
L’esposizione ripetuta al farmaco può causare tolleranza 31
L’uso cronico del farmaco può causare sensibilizzazione 35
Riquadro 1.1 Fitoterapia: panacea o rischio? 4
Riquadro 1.2 La denominazione dei farmaci 7
Riquadro 1.3 Categorie di farmaci 24
Cellule del sistema nervoso 38
I neuroni sono costituiti da tre componenti principali 39
Le caratteristiche della membrana cellulare sono critiche per la funzione neuronale 42
Le cellule gliali forniscono supporto vitale ai neuroni 43
Trasmissione elettrica in un neurone 45
La distribuzione ionica è responsabile del potenziale di membrana a riposo 46
I potenziali locali sono piccoli e transitori cambiamenti del potenziale di membrana 47
Una depolarizzazione sufficiente a livello del cono di emergenza dell’assone apre
2 Struttura e funzione del sistema nervoso i canali del Na+ voltaggio-dipendenti
producendo un potenziale d’azione 49
Farmaci e veleni alterano la conduzione assonale 52
Organizzazione del sistema nervoso 54
Il sistema nervoso comprende il sistema nervoso centrale e quello periferico 55
Il funzionamento del sistema nervoso centrale dipende dalle sue caratteristiche strutturali 58
Il sistema nervoso centrale ha sei regioni distinte che derivano dallo sviluppo embrionale 61
La corteccia cerebrale è divisa in quattro lobi, ognuno avente aree primarie, secondarie e terziarie 68
Riquadro 2.1 Epilessia 52
Riquadro 2.2 “Orientarsi” nel sistema nervoso 55
Segnale chimico tra cellule nervose 73
Sintesi, rilascio e inattivazione
del neurotrasmettitore 74
I neurotrasmettitori appartengono
a diverse categorie di sostanze chimiche 74
I trasmettitori classici e i neuropeptidi
sono sintetizzati con diversi meccanismi 76
Le sostanze chimiche che non agiscono
come i neurotrasmettitori tipici
sono talvolta chiamate neuromodulatori 77
Il rilascio di neurotrasmettitore
implica l’esocitosi e il riciclo
delle vescicole sinaptiche 77
Vari meccanismi controllano la velocità
di rilascio del neurotrasmettitore
dalle cellule nervose 80
I neurotrasmettitori sono inattivati
dalla ricaptazione e dalla degradazione
enzimatica 81
3 Neurotrasmettitori e ormoni
Recettori neurotrasmettitoriali
e secondi messaggeri 83
Esistono due principali famiglie
di recettori neurotrasmettitoriali 83
I secondi messaggeri attivano specifiche
proteinchinasi cellulari 86
I recettori tirosinchinasici mediano gli effetti
dei fattori neurotrofici 87
Farmacologia della trasmissione sinaptica 89
Sistema endocrino 92
Le ghiandole endocrine possono secernere
diversi tipi di ormoni 92
I meccanismi di azione ormonale
variano tra loro 95
Perché il sistema endocrino è importante
per i farmacologi? 96
Riquadro 3.1 È proprio il caso di dire NO 88
Riquadro 3.2 Stress, glucocorticoidi
e psicostimolanti 97
Tecniche in neurofarmacologia 102
Tecniche neurobiologiche per lo studio
del sistema nervoso centrale 102
La chirurgia stereotassica è necessaria
per ottenere accurate misure in vivo
della funzione cerebrale 103
La presenza nel sistema nervoso centrale
di neurotrasmettitori, recettori e altre proteine
può essere quantificata e visivamente
localizzata 108
Nuovi strumenti utilizzati per visualizzare la struttura
e le funzioni cerebrali 115
L’ingegneria genetica aiuta i neuroscienziati a porsi
nuovi interrogativi e a dare a essi risposta 119
4 Metodi di ricerca nella farmacologia neurocomportamentale
Tecniche in farmacologia
comportamentale 123
Valutare il comportamento animale 123
Il test nell’animale deve essere valido e attendibile
per produrre informazioni utili 123
Gli psicofarmacologi valutano una grande varietà
di comportamenti 125
Le tecniche di condizionamento operante
forniscono una misura sensibile degli effetti
di una sostanza 130
Riquadro 4.1 L’utilizzo delle tecniche
di neuropsicofarmacologia 121
Riquadro 4.2 Sviluppo e sperimentazione
dei farmaci 126
Sintesi, rilascio e inattivazione delle catecolamine 137
La tirosina idrossilasi catalizza la tappa limitante
la velocità di sintesi delle catecolamine 137
Le catecolamine sono immagazzinate e rilasciate
da vescicole sinaptiche 138
L’inattivazione delle catecolamine avviene
attraverso un processo combinato di ricaptazione
e metabolismo 140
Organizzazione e funzioni del sistema
dopaminergico 142
Due importanti gruppi cellulari dopaminergici
sono contenuti nel mesencefalo 142
Esistono cinque principali sottotipi di recettori
dopaminergici organizzati
in famiglie D1- e D2-like 146
Gli agonisti e gli antagonisti dei recettori dopaminergici
influenzano l’attività locomotoria e altre funzioni
comportamentali 147
5 Catecolamine
Organizzazione e funzione del sistema
noradrenergico 152
Il sistema noradrenergico ascendente origina
principalmente dal locus coeruleus 152
Gli effetti cellulari della noradrenalina
e dell’adrenalina sono mediati
dai recettori α- e β-adrenergici 153
Gli agonisti adrenergici possono stimolare
il comportamento di risveglio
e quello alimentare 153
Numerosi farmaci agiscono stimolando o inibendo
i recettori adrenergici periferici 154
Riquadro 5.1 Malattia di Parkinson:
una morte “radicale” dei neuroni
dopaminergici? 144
Riquadro 5.2 L’uso degli animali gene knockout
per lo studio del sistema
dopaminergico 149
Acetilcolina 160
Sintesi, rilascio e inattivazione dell’acetilcolina 160
La sintesi dell’acetilcolina è catalizzata dall’enzima
colina acetiltransferasi 160
Molte sostanze e tossine diverse possono alterare
l’immagazzinamento e il rilascio di acetilcolina 161
L’acetilcolinesterasi è responsabile dell’inattivazione
dell’acetilcolina 163
Organizzazione e funzione
del sistema colinergico 165
I neuroni colinergici giocano un ruolo chiave
nel funzionamento del sistema nervoso
sia centrale sia periferico 165
Ci sono due sottotipi di recettori dell’acetilcolina:
nicotinico e muscarinico 167
Serotonina 173
Sintesi, rilascio e inattivazione della serotonina 174
La sintesi della serotonina è regolata dall’attività
6 Acetilcolina e serotonina
della triptofano idrossilasi e dalla disponibilità
di triptofano, precursore della serotonina 174
I processi che regolano l’immagazzinamento,
il rilascio e l’inattivazione sono simili
per la serotonina e per le catecolamine 177
Organizzazione e funzione del sistema
serotonergico 180
Il sistema serotonergico origina dai corpi cellulari
localizzati nel tronco encefalico e proietta
a tutte le aree del proencefalo 180
Esiste una grande famiglia di recettori serotonergici,
la maggior parte dei quali è di tipo
metabotropico 182
Riquadro 6.1 Tossina botulinica: veleno mortale,
rimedio terapeutico
e aiuto cosmetico 162
Riquadro 6.2 Malattia di Alzheimer: storia
di due proteine 168
Riquadro 6.3 Fen-Phen e la lotta contro
il grasso 178
Glutammato 188
Sintesi, rilascio e inattivazione
del glutammato 188
I neuroni generano glutammato a partire
dal precursore glutamina 188
Il glutammato è rilasciato dalle vescicole
e rimosso dal vallo sinaptico attraverso
sistemi di trasporto sia neuronale
sia gliale 189
Organizzazione e funzioni
del sistema glutammatergico 191
Il glutammato è il neurotrasmettitore usato in molte
vie eccitatorie cerebrali 191
I recettori ionotropici e metabotropici mediano
gli effetti sinaptici del glutammato 192
I recettori NMDA giocano un ruolo chiave
nell’apprendimento e nella memoria 195
Alti livelli di glutammato possono essere tossici
per le cellule nervose 196
7 Glutammato e GABA
GABA 202
Sintesi, rilascio e inattivazione del GABA 202
Il GABA è sintetizzato dall’enzima acido glutammico
decarbossilasi 202
Proteine trasportatrici specifiche
sono usate per veicolare il GABA nelle vescicole
sinaptiche e nei terminali nervosi
dopo il suo rilascio 203
Organizzazione e funzioni del sistema
GABAergico 205
Alcuni neuroni GABAergici sono interneuroni,
mentre altri sono neuroni di proiezione 205
Le azioni del GABA sono mediate dai recettori
GABAA ionotropici e dai recettori metabotropici
GABAB 205
Riquadro 7.1 Ruolo dei recettori del glutammato nel
potenziamento a lungo termine 196
Riquadro 7.2 Qual è il ligando endogeno
del recettore delle benzodiazepine? 208
Introduzione all’abuso e all’addiction
alla droga 212
Le sostanze d’abuso sono ampiamente consumate
nella nostra società 212
L’uso di droga nella nostra società è aumentato
ed è stato regolato sempre più pesantemente
nel corso del tempo 213
Caratteristiche dell’abuso e della dipendenza
da droga 217
L’addiction è una malattia cronica e recidivante
del comportamento 217
Ci sono due tipi di progressione nell’uso
della droga 219
Quali droghe inducono maggiore addiction? 223
Modelli di abuso e dipendenza dalla droga 225
Il modello di dipendenza fisica enfatizza
i sintomi da privazione dovuti all’astinenza
dalla droga 225
8 Abuso, dipendenza e addiction alla droga
Il modello di rinforzo positivo è basato sugli effetti
gratificanti e rinforzanti delle sostanze d’abuso 227
Due recenti approcci al problema dell’addiction
alla droga sono i modelli di sensibilizzazione
incentivante e di processo opponente 232
Il modello di malattia tratta l’addiction
come un disturbo medico 235
Verso un modello esaustivo dell’abuso
e della dipendenza dalla droga 239
Tre tipi di fattori sono implicati nell’uso sperimentale
di sostanze 240
Diversi fattori sono implicati nello sviluppo
e nel mantenimento dell’uso compulsivo
di una sostanza 241
Riquadro 8.1 La teoria del “cancello aperto”
all’uso di droga 221
Riquadro 8.2 Sostanze d’abuso e meccanismi nervosi
della gratificazione 229
Glutammato 188
Sintesi, rilascio e inattivazione
del glutammato 188
I neuroni generano glutammato a partire
dal precursore glutamina 188
Il glutammato è rilasciato dalle vescicole
e rimosso dal vallo sinaptico attraverso
sistemi di trasporto sia neuronale
sia gliale 189
Organizzazione e funzioni
del sistema glutammatergico 191
Il glutammato è il neurotrasmettitore usato in molte
vie eccitatorie cerebrali 191
I recettori ionotropici e metabotropici mediano
gli effetti sinaptici del glutammato 192
I recettori NMDA giocano un ruolo chiave
nell’apprendimento e nella memoria 195
Alti livelli di glutammato possono essere tossici
per le cellule nervose 196
7 Glutammato e GABA
GABA 202
Sintesi, rilascio e inattivazione del GABA 202
Il GABA è sintetizzato dall’enzima acido glutammico
decarbossilasi 202
Proteine trasportatrici specifiche
sono usate per veicolare il GABA nelle vescicole
sinaptiche e nei terminali nervosi
dopo il suo rilascio 203
Organizzazione e funzioni del sistema
GABAergico 205
Alcuni neuroni GABAergici sono interneuroni,
mentre altri sono neuroni di proiezione 205
Le azioni del GABA sono mediate dai recettori
GABAA ionotropici e dai recettori metabotropici
GABAB 205
Riquadro 7.1 Ruolo dei recettori del glutammato nel
potenziamento a lungo termine 196
Riquadro 7.2 Qual è il ligando endogeno
del recettore delle benzodiazepine?
Psicofarmacologia dell’alcol 250
L’uso di alcol ha una lunga storia 250
Che cos’è l’alcol e da dove viene? 251
La farmacocinetica dell’alcol determina
la sua biodisponibilità 252
L’uso cronico di alcol porta sia a tolleranza
sia a dipendenza fisica 257
L’alcol influenza molti apparati 260
Effetti neurochimici dell’alcol 269
I modelli animali sono fondamentali
per la ricerca sull’alcol 269
9 Alcol
L’alcol agisce su numerosi neurotrasmettitori 270
Alcolismo 276
Difficile definire l’alcolismo e stimarne l’incidenza 277
Le cause dell’alcolismo sono multimodali 279
Numerose opzioni di trattamento forniscono
speranze per la riabilitazione 282
Riquadro 9.1 Sindrome alcolica fetale 255
Riquadro 9.2 Il ruolo dell’aspettativa
nel potenziamento indotto dall’alcol
della risposta sessuale nell’uomo 261
Riquadro 9.3 Alcol e aggressività 264
Analgesici narcotici 288
L’uso del papavero da oppio ha una lunga storia 288
Piccole differenze di struttura molecolare
modificano gli effetti comportamentali 289
La biodisponibilità predice gli effetti fisiologici
e comportamentali 291
Gli oppioidi hanno i loro più importanti effetti
sul SNC e sul tratto gastrointestinale 291
Recettori oppioidi e neuropeptidi endogeni 292
Studi di legame ligando-recettore (binding)
hanno identificato e localizzato
i recettori oppioidi 292
Esistono tre principali sottotipi di recettori oppioidi 293
Diverse famiglie di peptidi oppioidi endogeni
si legano a questi recettori 296
I cambiamenti cellulari mediati dai recettori oppioidi
sono inibitori 299
Oppioidi e dolore 301
Il dolore ha due componenti
con caratteristiche distinte 301
Gli oppioidi inibiscono la trasmissione del dolore
a livello spinale e sovraspinale 304
Rinforzo, tolleranza e dipendenza da oppioidi 307
I test negli animali dimostrano significative
proprietà di rinforzo 307
10 Oppioidi
Componenti dopaminergiche e non dopaminergiche
contribuiscono al rinforzo indotto
dagli oppioidi 307
Le conseguenze dell’uso a lungo termine
degli oppioidi includono tolleranza,
sensibilizzazione e dipendenza 308
Diverse aree cerebrali contribuiscono
alla sindrome da astinenza da oppioidi 311
I fenomeni neurobiologici di adattamento
e “rimbalzo” (rebound) determinano la tolleranza
e l’astinenza 311
I fattori ambientali hanno un ruolo nella tolleranza,
nell’abuso di sostanze e nella ricaduta 312
Programmi di trattamento dell’addiction
agli oppioidi 313
La disintossicazione è la prima tappa
del processo terapeutico 314
Programmi e obiettivi di trattamento basati
sul supporto farmacologico e sulla consulenza
specialistica 314
Riquadro 10.1 Dosaggio degli oppioidi 294
Riquadro 10.2 Ruolo dei recettori NMDA
nella tolleranza
e nella dipendenza 315
Riquadro 10.3 Narcotici Anonimi 318
Cocaina 322
Inquadramento storico 322
Farmacologia di base della cocaina 324
Meccanismi d’azione della cocaina 326
Effetti acuti comportamentali e fisiologici
della cocaina 328
La cocaina stimola l’umore e il comportamento 328
Gli effetti fisiologici della cocaina sono mediati
dal sistema nervoso simpatico 329
La dopamina gioca un ruolo chiave negli effetti
soggettivi e comportamentali della cocaina
e di altri psicostimolanti 329
L’imaging cerebrale permette di esplorare i meccanismi
nervosi dell’azione psicostimolante nell’uomo 332
Gli effetti comportamentali e soggettivi
degli psicostimolanti implicano l’attivazione
di diversi sottotipi di recettori dopaminergici 333
Abuso di cocaina ed effetti dell’esposizione
cronica alla cocaina 335
L’uso sporadico di cocaina può aumentare
nel corso del tempo fino a portare a un profilo
d’abuso e dipendenza da cocaina 335
L’esposizione cronica agli psicostimolanti può
incrementare la tolleranza o la sensibilizzazione 335
11 Stimolanti psicomotori: cocaina e anfetamine
L’addiction esagerata (binge) di cocaina porta
a una specifica sindrome d’astinenza 337
L’uso ripetuto o alte dosi di cocaina possono avere
gravi conseguenze sulla salute 337
Metodi farmacologici, comportamentali
e psicosociali usati per trattare l’abuso
e la dipendenza da cocaina 340
Anfetamine 342
Inquadramento storico 342
Basi farmacologiche dell’anfetamina 344
Meccanismi d’azione dell’anfetamina 345
Effetti comportamentali e nervosi
dell’anfetamina 345
L’anfetamina è uno psicostimolante
con usi terapeutici 345
L’uso ad alte dosi o cronico di anfetamina
o metanfetamina può causare reazioni psicotiche
e danno cerebrale 346
MDMA: l’anfetamina entactogena 348
Riquadro 11.1 Come cambia il cervello
sotto l’influenza della cocaina 338
Riquadro 11.2 Psicostimolanti e ADHD 347
Nicotina 354
Inquadramento storico 354
Farmacologia di base della nicotina e sua relazione
con il fumo di sigaretta 355
Meccanismi d’azione 357
Effetti comportamentali e fisiologici 358
La nicotina provoca diversi cambiamenti di umore
nei fumatori rispetto ai non fumatori 358
La nicotina aumenta l’attività cognitiva 358
Gli effetti rinforzanti della nicotina sono mediati
dall’attivazione del sistema dopaminergico
mesolimbico 361
La nicotina produce un ampio spettro
di effetti fisiologici 362
La nicotina è una sostanza tossica
che può essere fatale ad alte dosi 362
L’esposizione cronica alla nicotina
12 Nicotina e caff eina
induce tolleranza e dipendenza 362
Fumo di sigaretta 366
Quante persone fumano e quali persone
fumano? 366
I fumatori di sigarette progrediscono attraverso
vari stadi nella loro abitudine al fumo 367
Perché i fumatori fumano? 367
Il fumo è una delle maggiori cause di malattie
e morte prematura 370
Strategie comportamentali
e farmacologiche usate per trattare
la dipendenza da tabacco 371
Caffeina 374
Inquadramento storico 374
Farmacologia di base della caffeina 374
Effetti comportamentali e fisiologici 374
nza e raggiunge un livello massimo
in età giovanile 397
Dopo esposizione cronica ai cannabinoidi
possono svilupparsi tolleranza e dipendenza 398
L’uso cronico di Cannabis può portare a danni
comportamentali e per la salute 401
Riquadro 13.1 Usi terapeutici dei cannabinoidi 390
Riquadro 13.2 L’uso cronico di Cannabis causa deficit
cognitivi persistenti? 402
Droghe allucinogene 406
Mescalina 406
La mescalina è ottenuta dal cactus peyote 406
Psilocibina, DMT e 5-MeO-DMT 407
I “funghi magici” sono la sorgente di psilocibina
e di altri allucinogeni 407
Altri allucinogeni presenti in natura comprendono
il DMT e il 5-MeO-DMT 408
LSD 409
L’LSD è un composto sintetico basato sulla struttura
degli alcaloidi dell’ergot 409
Farmacologia delle droghe allucinogene 411
Le diverse droghe allucinogene hanno potenza
variabile ma azione con lo stesso decorso
temporale 411
Gli allucinogeni producono una serie complessa
di risposte psicologiche e fisiologiche 412
Gli allucinogeni condividono una comune struttura
indolaminica o fenetilaminica 413
Gli allucinogeni sono agonisti dei recettori 5-HT 413
14 Allucinogeni, PCP e ketamina
Qual è il meccanismo nervoso attraverso
cui sono prodotte le allucinazioni? 416
Le droghe allucinogene causano disturbi in alcuni
soggetti che le utilizzano 417
PCP e ketamina 418
Inquadramento storico 418
Farmacologia di PCP e ketamina 419
PCP e ketamina producono uno stato
di dissociazione 419
PCP e ketamina hanno potenti effetti rinforzanti 420
PCP e ketamina sono antagonisti non competitivi
di recettori NMDA 421
La ketamina è una sostanza molto diffusa
il cui abuso è in continuo aumento 421
PCP e ketamina hanno fatto luce sulla neurochimica
della schizofrenia 423
Riquadro 14.1 La scoperta dell’LSD 410
Riquadro 14.2 Avere uno “sballo” con lo sciroppo
per la tosse 422
Gli effetti soggettivi e comportamentali acuti
della caffeina dipendono dalla dose
e da un’esposizione precedente 374
L’uso regolare di caffeina porta a tolleranza
e dipendenza 376
Meccanismi d’azione 377
Riquadro 12.1 Perché la pianta del tabacco produce
nicotina 363
Riquadro 12.2 La caffeina è una sostanza
d’abuso? 378
Inquadramento e storia della marijuana 382
Farmacologia di base della marijuana 384
Meccanismi d’azione 386
Gli effetti dei cannabinoidi sono mediati
dai recettori cannabinoidi 386
Gli endocannabinoidi sono agonisti sintetizzati
dal cervello 387
Effetti comportamentali e fisiologici acuti
dei cannabinoidi 389
Il consumo di Cannabis produce uno stato
d’intossicazione dose-dipendente nell’uomo 389
L’uso di marijuana può portare a deficit di prestazioni
cognitive e psicomotorie 393
Gli animali mostrano una varietà di risposte
comportamentali e fisiologiche
13 Marjiuana e cannabinoidi
alla somministrazione di cannabinoidi 393
I cannabinoidi hanno effetti di rinforzo sia nell’uomo
sia negli animali 395
Abuso ed effetti dell’esposizione cronica
alla Cannabis 397
L’uso di Cannabis inizia tipicamente
nell’adolescenza e raggiunge un livello massimo
in età giovanile 397
Dopo esposizione cronica ai cannabinoidi
possono svilupparsi tolleranza e dipendenza 398
L’uso cronico di Cannabis può portare a danni
comportamentali e per la salute 401
Riquadro 13.1 Usi terapeutici dei cannabinoidi 390
Riquadro 13.2 L’uso cronico di Cannabis causa deficit
cognitivi persistenti? 402
Droghe allucinogene 406
Mescalina 406
La mescalina è ottenuta dal cactus peyote 406
Psilocibina, DMT e 5-MeO-DMT 407
I “funghi magici” sono la sorgente di psilocibina
e di altri allucinogeni 407
Altri allucinogeni presenti in natura comprendono
il DMT e il 5-MeO-DMT 408
LSD 409
L’LSD è un composto sintetico basato sulla struttura
degli alcaloidi dell’ergot 409
Farmacologia delle droghe allucinogene 411
Le diverse droghe allucinogene hanno potenza
variabile ma azione con lo stesso decorso
temporale 411
Gli allucinogeni producono una serie complessa
di risposte psicologiche e fisiologiche 412
Gli allucinogeni condividono una comune struttura
indolaminica o fenetilaminica 413
Gli allucinogeni sono agonisti dei recettori 5-HT 413
14 Allucinogeni, PCP e ketamina
Qual è il meccanismo nervoso attraverso
cui sono prodotte le allucinazioni? 416
Le droghe allucinogene causano disturbi in alcuni
soggetti che le utilizzano 417
PCP e ketamina 418
Inquadramento storico 418
Farmacologia di PCP e ketamina 419
PCP e ketamina producono uno stato
di dissociazione 419
PCP e ketamina hanno potenti effetti rinforzanti 420
PCP e ketamina sono antagonisti non competitivi
di recettori NMDA 421
La ketamina è una sostanza molto diffusa
il cui abuso è in continuo aumento 421
PCP e ketamina hanno fatto luce sulla neurochimica
della schizofrenia 423
Riquadro 14.1 La scoperta dell’LSD 410
Riquadro 14.2 Avere uno “sballo” con lo sciroppo
per la tosse 422
Inalanti 428
Inquadramento 428
Effetti nervosi e sul comportamento 429
Molti effetti degli inalanti sono simili
all’intossicazione da alcol 429
Effetti gratificanti e rinforzanti dimostrati
negli animali 430
Gli inalanti riducono l’eccitabilità del sistema
nervoso centrale, agendo su specifici recettori
ionotropici 430
Rischi significativi per la salute associati all’abuso
di inalanti 431
γ-idrossibutirrato 433
Inquadramento 433
Effetti nervosi e sul comportamento 435
Il GHB è un deprimente del sistema nervoso centrale
e una sostanza sedativa 435
L’evidenza negli studi animali dell’effetto rinforzante
del GHB è discorde 436
Le due principali ipotesi sul meccanismo
d’azione del GHB 436
15 Inalanti, γ-idrossibutirrato e steroidi androgeni anabolizzanti
L’uso e l’abuso del GHB è andato via via crescendo 438
Steroidi androgeni anabolizzanti 439
Inquadramento storico 440
Gli steroidi anabolizzanti sono correlati strutturalmente
al testosterone 440
Gli steroidi anabolizzanti sono stati sviluppati
per potenziare la massa muscolare e aumentare
le prestazioni atletiche 441
Gli steroidi anabolizzanti sono assunti
secondo modalità e combinazioni
specifiche 442
Farmacologia degli steroidi anabolizzanti 444
Il meccanismo d’azione degli steroidi anabolizzanti
non è del tutto compreso 444
All’uso di steroidi anabolizzanti sono associati
molti effetti avversi 445
Gli steroidi anabolizzanti causano dipendenza? 446
Riquadro 15.1 “Droghe da stupro” (date rape
o “stupro per appuntamento”) 434
Riquadro 15.2 Steroidi anabolizzanti
e “rabbia da steroidi” 447
Caratteristiche dei disturbi affettivi 452
La depressione maggiore altera la qualità
della vita 452
Nel disturbo bipolare l’umore oscilla tra mania
e depressione 453
I fattori di rischio associati ai disturbi dell’umore
sono biologici e ambientali 455
Modelli animali di depressione 459
Terapie dei disturbi affettivi 462
I primi farmaci a essere usati come antidepressivi
sono stati gli inibitori delle monoaminossidasi 463
Gli antidepressivi triciclici sono molto efficaci 465
Gli antidepressivi di seconda generazione
hanno effetti collaterali differenti 467
Gli antidepressivi di terza generazione
hanno meccanismi d’azione peculiari 468
La terapia elettroconvulsiva è relativamente scevra
16 Disturbi aff ettivi
di rischi e molto efficace 468
La stimolazione magnetica transcranica è di facile
applicazione 468
I farmaci per trattare il disturbo bipolare stabilizzano
i “toni” alti e bassi dell’umore 469
Basi neurochimiche dei disturbi dell’umore 471
La disfunzione serotoninergica contribuisce
ai disturbi dell’umore 473
L’attività della noradrenalina è alterata
dagli antidepressivi 476
La noradrenalina e la serotonina hanno azione
modulante reciproca 476
Modelli neurobiologici di depressione 478
Riquadro 16.1 Disturbi dell’umore e creatività 454
Riquadro 16.2 Terapia di privazione del sonno 460
Riquadro 16.3 Modello di stress-diatesi
della depressione 462
Caratteristiche dei disturbi d’ansia 482
L’ansia è importante per la sopravvivenza 482
I disturbi d’ansia sono diversi dalle preoccupazioni
d’ogni giorno 484
I modelli d’ansia negli animali sono utili per testare
i farmaci 491
Farmaci per il trattamento dell’ansia 492
I barbiturici sono i più vecchi sedativi ipnotici 493
Le benzodiazepine sono molto efficaci nel ridurre
l’ansia 495
17 Disturbi d’ansia
Gli ansiolitici di seconda generazione producono
effetti clinici caratteristici 501
Gli antidepressivi riducono ansia
e depressione 502
Basi neurochimiche dell’ansia e ansiolitici 504
Numerosi neurotrasmettitori mediano l’ansia 506
Riquadro 17.1 Modello neurobiologico del disturbo
ossessivo-compulsivo 489
Riquadro 17.2 Curare l’insonnia 498
Riquadro 17.3 Esperienze in età precoce e stress 511
Caratteristiche della schizofrenia 516
Non è presente un gruppo ben definito di sintomi
associati alla schizofrenia 517
L’esito a lungo termine dipende dal trattamento
farmacologico 519
Modelli preclinici della schizofrenia 520
Neurolettici classici e antipsicotici atipici 524
I neurolettici classici sono rappresentati
dalle fenotiazine e dai butirrofenoni 524
L’antagonismo per i recettori della dopamina
è responsabile dell’azione antipsicotica 527
Gli effetti collaterali sono direttamente correlati
all’azione neurochimica 529
Gli antipsicotici atipici si distintinguono
per le loro diverse caratteristiche 533
Eziologia della schizofrenia 536
Nei pazienti affetti da schizofrenia sono presenti
18 Schizofrenia
anomalie cerebrali strutturali e funzionali 536
Fattori genetici, ambientali e legati allo sviluppo
interagiscono reciprocamente 539
Modelli neurochimici di schizofrenia 542
Un’alterata funzione della dopamina contribuisce
ai sintomi della schizofrenia 544
Il modello di neurosviluppo è basato su evidenze
anatomiche e neurochimiche 544
Contributo del glutammato
e di altri neurotrasmettitori ai sintomi
della schizofrenia 546
Riquadro 18.1 La neuroanatomia funzionale
delle allucinazioni 518
Riquadro 18.2 Modello animale di inibizione
dello stimolo anticipatore
della reazione di trasalimento 522
Riquadro 18.3 Le quattro gemelle Genain 543
Stato editoriale In Commercio
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