Luoghi comuni. La città come laboratorio di progetti collettivi

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- ISBN/EAN
- 9788846407337
- Editore
- Franco Angeli
- Collana
- Strumenti urbanistici - diretta da luigi mazza
- Formato
- Brossura
- Anno
- 1998
- Pagine
- 128
Disponibile
16,00 €
In modo insieme affascinante e terribile Le Corbusier ha scritto una volta che è necessario "sostituire il terreno tormentato e assurdo, che è il solo ancora esistente, con un terreno regolare". E contro la sensibilità spaziale dell'asino - che sembra prendere il mondo per le lunghe e pigramente - ha costruito la logica del moderno, viceversa rettilinea e diretta: "la cultura è uno stato d'animo ortogonale".
Da questa concezione di originaria suggestiva violenza, banalizzata nelle pratiche correnti di edificazione, è derivata una grande indifferenza nei confronti del territorio, delle sue leggi naturali, del suo intreccio di strati e forme dell'abitare. In questo volume il territorio viene invece accettato in tutta la sua ruvidità, tormentata assurdità, capacità di assorbimento degli avvenimenti naturali ed umani.
Le partizioni e le tracce degli insediamenti, i perimetri mentali delle appartenenze e delle identità, le rughe delle percorrenze e degli usi, sono considerati come occasioni di trasformazione positiva del modo collettivo di abitare i luoghi.
Ugualmente ruvida e turbolenta è la crosta sociale del territorio: il mosaico di abitanti, popolazioni, comunità. Il metodo paziente della costruzione sociale della città viene indicato come l'unico strumento che possa forse dimostrarsi capace di creare nuove cittadinanze e nuove società.
La città non è più un grembo, un organismo unitario e centrato, se mai lo è stata. Può tuttavia tornare ad essere un insieme di luoghi comuni, abitati, di territori condivisi, laicamente assunti come spazi di vita e di relazione, ricostruiti anche attraverso forme attive di protagonismo sociale. Un utopismo dubbioso percorre questo libro: la città ben temperata è quella che cerca ancora di mettere gli abitanti insieme, within sight (secondo un'espressione di Mumford), perché si possano almeno guardare, liberamente influenzare, forse aiutare.
Giancarlo Paba è professore di Pianificazione territoriale e direttore del Dipartimento di urbanistica e pianificazione del territorio dell'Università di Firenze. Si occupa di analisi e interpretazione del territorio, politiche urbane e progettazione partecipata.
Maggiori Informazioni
| Autore | Paba Giancarlo |
|---|---|
| Editore | Franco Angeli |
| Anno | 1998 |
| Tipologia | Libro |
| Collana | Strumenti urbanistici - diretta da luigi mazza |
| Num. Collana | 14 |
| Lingua | Italiano |
| Indice | Limiti e confini della città (Il limite demografico, il numero nuziale, il governo del coito; I limiti strutturali o biologici della città: la città come sistema o come organismo. Il modello di Queneau e il modello di Bateson; La crescita interiore e profonda; Elogio dei confini e rivincita del locale) Identità urbana (Valori che tremano; Io multiplo; Identità e differenza; Identità e memoria, delirio d'identità; Identità, memoria e storia; Identità e urbanistica; "Combattere l'onnipotenza paranoica della logica identitaria"; Il processo di identificazione come processo di territorializzazione; Territorializzazione, deterritorializzazione; Identità dei luoghi: una proposta finale di interpretazione) Leggere la città (Camminare; Leggere le strade, la notte, le luci della città; Il bambino joyciano; Guardare attivo; Sensuous geographies: la città e il corpo; La città come testo) Storie di periferia (Periferia: prima descrizione (convenzionale); Seconda descrizione (non convenzionale); La prevalenza del positivo nella costruzione sociale della città) Partecipazione (Case Matteotti, Partecipazione nella città diffusa; Partecipazione come cooperazione antagonistica; Sogni e cantieri; Temi e problemi delle nuove forme di partecipazione) Ipotesi di un'urbanistica ben temperata (Aspetti della crescita illimitata: reti territoriali e geometrie d'uso individuali; Dal "grembo che ci accoglie" alla comunità volontaria e intenzionale; La riconquista dello spazio locale: luoghi, tradizioni, identità; Ipotesi di un'urbanistica ben temperata). |
| Stato editoriale | In Commercio |
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