Come si dice ho paura di...? - Glossario delle fobie con personaggi storici e vip affetti

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- ISBN/EAN
- 9788887479300
- Editore
- Cuzzolin
- Formato
- Brossura
- Anno
- 2011
- Pagine
- 93
Disponibile
20,00 €
Il termine fobia viene dal greco spobos che si traduce con paura, cosicché spesso si tende a confondere i due concetti.
In realtà mentre la paura è un aspetto fondamentale dell'affettività utile per affrontare certe circostanze, si parla di fobia
quando la paura degenera in maniera sproporzionata, spesso addirittura ingiustificata, tanto da interferire con il normale
svolgimento delle attività quotidiane. Il DSM-IV (1994) definisce la fobia specifica come la "paura marcata e persistente,
eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall'attesa di un oggetto o situazione specifica (per es. volare, altezza, animali, ricevere un'iniezione, vedere il sangue, ecc.". La persona che soffre di fobia specifica, reagisce quasi sempre con una risposta ansiosa di fronte allo stimolo fobico. Questa risposta ansiosa a volte può assumere la forma di attacco di panico sensibile a quella particolare situazione. Fra i vari studiosi che hanno trattato le fobie interessante è il contributo di Marks che distingue i seguenti elementi semiologici:
1 ) è sproporzionata allo stimolo. Ciò significa che la maggior parte delle persone reagirebbe con indifferenza o bassi livelli
di ansia agli stessi stimoli (es.: il claustrofobico non riesce a fare una cosa per noi molto facile: prendere l'ascensore);
2) non può essere controllata con un'analisi razionale. Spiegare la genesi del disturbo, i meccanismi di mantenimento,
la non pericolosità delle situazioni temute e l'assurdità della paura non riduce in alcun modo il problema.
Maggiori Informazioni
| Autore | Volpe Enrico |
|---|---|
| Editore | Cuzzolin |
| Anno | 2011 |
| Tipologia | Libro |
| Lingua | Italiano |
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