Cesare Lombroso e le neuroscienze: un parricidio mancato. Devianza, libero arbitrio, imputabilità tra antiche chimere ed inediti scenari

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- ISBN/EAN
- 9788856847840
- Editore
- Franco Angeli
- Collana
- Criminologia
- Formato
- Brossura
- Anno
- 2013
- Pagine
- 208
Disponibile
28,00 €
Il caso Breivik, come molti altri crimini efferati che quotidianamente alimentano la cronaca nera, rendendo sempre più labile il confine tra crime fiction e realtà, solleva numerosi interrogativi: dove finisce il crimine e inizia la follia? Chi decide la linea di separazione tra malvagità e malattia? Fino a che punto l'uomo è libero di scegliere di compiere il male?
In un'epoca in cui le neuroscienze hanno fatto il loro ingresso trionfale anche nei tribunali italiani, influenzando, con l'ausilio delle tecniche di neuroimaging e di genetica comportamentale, il giudizio sulla capacità di intendere e di volere degli imputati, questi interrogativi diventano ormai ineludibili. Nel momento in cui ad uccidere non è l'uomo ma i suoi geni o il suo cervello, venendo meno il tradizionale concetto di libero arbitrio, si pone il problema della conciliabilità dei concetti di imputabilità e responsabilità penale adottati dal nostro ordinamento con tali istanze deterministiche.
Per sciogliere tale nodo problematico, che costituisce la posta in gioco dell'attuale dibattito tra neuroscienze e diritto, è opportuno comprendere se quello odierno rappresenti uno scenario inedito o se riproponga, al di là dell'ovvia diversità del contesto, quello di fine Ottocento, segnato dalla pubblicazione de L'Uomo delinquente di Cesare Lombroso, il cui nocciolo duro è una concezione del delitto come fenomeno naturale. Pertanto è utile rileggere senza pregiudizi l'opera di Lombroso per capire se oggi i neuroscienziati che rigettano le sue tesi su crimine e devianza, ritenute un'anticaglia ottocentesca, stiano in realtà compiendo un parricidio mancato , riproponendo lo stesso paradigma che cercano, in tutti i modi, di negare.
Maggiori Informazioni
| Autore | Musumeci Emilia |
|---|---|
| Editore | Franco Angeli |
| Anno | 2013 |
| Tipologia | Libro |
| Collana | Criminologia |
| Lingua | Italiano |
| Indice | Introduzione (Il criminale sotto la lente dello scienziato tra vecchie categorie e nuove scoperte; Natural born killers; Il ritorno di Lombroso?) Cesare Lombroso tra ceto dei giuristi e ceto degli scienziati: un'eredità dilapidata (L'eredità di Cesare Lombroso nella dottrina penalistica italiana tra oblio e damnatio memoriae; Non solo criminali: la galassia deviante; La viola e l'aconito: genio e degenerazione; La passione per il martirio: i mattoidi; Il volto di Giano della devianza lombrosiana) Il delinquente-nato come mostro (Il fascino ambiguo del mostro; La nascita della criminalità mostruosa; Il criminale atavico: il caso Villella; L'"amore mostruoso" di Vincenzo Verzeni, "Strangolatore di donne"; La follia morale ovvero "il morbo della mostruosità"; Il caso Misdea e l'aggiunta del fattore epilettico; Giuseppe Musolino, 'l'ultimo brigante'; Mostruosità al femminile: la donna delinquente) Neurogiustizia (Epilessia ed imputabilità; Gli psicopatici, nuovi folli morali?; Cervelli in tribunale: nuove tecniche per vecchi problemi; Alla ricerca del gene del male: il caso Bayout; Nata per uccidere: il caso Albertani; Neuroscienze e diritto: progresso o catastrofe?; Neuro-scettici versus neuro-ottimisti; Troppo presto?) Libero arbitrio tra scienza e diritto ieri e oggi (Libero arbitrio e determinismo: nuove luci su una vexata quaestio; Il dibattito attuale; Se siamo privi di libero arbitrio possiamo essere condannati?; Libero arbitrio e diritto penale: il dibattito ottocentesco) Conclusioni: spettri lombrosiani Bibliografia. |
| Stato editoriale | In Commercio |
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